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Dopo quasi tre anni nuovo presidente di Confcooperative Roma. È Marco Marcocci 

È Marco Marcocci il nuovo presidente di Confcooperative di Roma Capitale. È stato indicato e votato al termine dell'assemblea, che ha visto la conclusione del periodo di commissariamento guidato da Andrea Fora e la composizione anche del Consiglio Territoriale. 48 anni, romano, da tempo impegnato nell'ambito socio-sanitario, Marcocci ha rilevato di affrontare "questa esperienza con grande senso di responsabilità", visto che "in questo momento è necessario fare sintesi in un mondo" un po' "smarrito". Il nuovo presidente vorrebbe "essere un punto d'incontro per fare rete", un modo di realizzare la cooperazione è "stare insieme".
'Insieme' è stato il termine filo conduttore dell'assemblea generale elettiva, a cui hanno partecipato, fra gli altri, l'assessore regionale del Lazio alle Politiche Sociali Rita Visini; il sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi; il presidente della locale Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti e quello nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini, oltre ai rappresentanti del mondo sindacale e delle attività produttive e della pubblica amministrazione.
La giornata è stata caratterizzata dalla relazione introduttiva del commissario Andrea Fora, che ha ricordato il tessuto imprenditoriale della struttura della capitale rappresentato da 618 imprese operative in tutti i settori, sia tradizionali che innovativi, in grado di coinvolgere 82 mila 220 soci. Quasi 35 mila le persone occupate per un giro d'affari che sfiora il miliardo e 800 milioni di euro. Un flash della situazione poggiata su imprese formate anche da giovani per un normale e fisiologico ricambio generazionale: 103 cooperative hanno all'interno under 40 e il 7,5% hanno meno di trent'anni. L'8,3% degli occupati sono extracomunitari a dimostrazione della positiva integrazione e della multiculturalità. Un sistema, che, in qualche modo, garantisce la stabilità occupazionale. Oltre il 77% sono in possesso di un contratto a tempo indeterminato. Confcooperative Roma, che ha avuto un concreto sostegno dall'apparato nazionale per quadrare i conti, rappresenta imprese di giovane costituzione, ma anche tradizionali e stabilì. Il 43%, praticamente, ha oltre vent'anni di operatività e una su quattro non è impegnata da più di dieci anni.
Le attività riguardano ogni settore, dall'assistenza sociale alla sanità, coinvolgimento ricordato anche da Virginia Raggi; dall'agroalimentare al turismo; dai beni culturali alle attività sportive e del tempo libero; dai servizi alla logistica; dal consumo al sostegno alle imprese e alle persone fino al credito cooperativo con le apposite banche.
Siglato, nella giornata dell'assemblea elettiva, il protocollo d'intesa per rilanciare le relazioni industriali fra Confcooperative Roma e Lazio con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Fora, nell'intervento iniziale, ha ricordato i quasi tre anni di commissariamento "per salvaguardare il buon nome dell'organizzazione con un impegno economico, finanziario e" strutturale. Roma è la seconda provincia italiana per numero di cooperative, la quarta per fatturato e leader per numero di nuove attività, che diventano valore per il territorio e i cittadini. Fora non poteva evitare di ribadire che "le vicende di 'Mafia Capitale' hanno danneggiato la reputazione delle cooperative", radicate nelle varie zone da oltre 150 anni, i cui principi fondamentali sono gli stessi in tutto il mondo. La struttura nazionale, avviata il prossimo anno a festeggiare il secolo di attività, partecipa all'organizzazione europea e mondiale. L'Alleanza riunisce 284 organizzazioni di 95 paesi. 2 milioni e 600 mila cooperative, un miliardo e 200 milioni di operatori, che coinvolgono 200 milioni di lavoratori a tempo pieno.
I primi risultati legislativi, dopo le note vicende giudiziarie, hanno riguardato le falde cooperative. "La legalità è garanzia di trasparenza, concorrenza, qualità dei progetti, che va a vantaggio delle stesse imprese". Le identità culturali, "gli insegnamenti della storia, i valori fondamentali e vitali, non vanno dispersi o dismessi", è stato ribadito nel corso degli interventi al Palazzo romano della Cooperazione.
Da seguire i cambiamenti delle richieste e delle esigenze dei consumatori e provenienti dagli svariati settori. Nell'ultimo anno sono state avviate una serie di collaborative iniziative con le principali facoltà cittadine e regionali, in particolare dell'Angelicum, della Cattolica, del'La Sapienza' della LUISS, della LUMSA, di Tor Vergata e della Tuscia. Un centinaio i giovani che hanno costruito progetti d'impresa in settori produttivi innovativi. Giovani che non possono essere dimenticati e dispersi per non far svanire un capitale umano e sociale incalcolabile per il futuro dell'intero Paese.

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