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Convegno a Roma sui 'Diritti' indicati nella Convenzione adottata dall'ONU negli anni Novanta dello scorso secolo

 

"Nessuno decide quando e dove nascere, in quale paese e famiglia, ma tutti hanno il diritto all'istruzione, all'alimentazione, alle cure e a non essere sfruttati". I bambini e le bambine, che non dovrebbero essere al centro dell'interesse generale solo in occasione della Giornata Internazionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza decisa dall'Assemblea delle Nazioni Unite negli anni Novanta dello scorso secolo, soprattutto per i 'Diritti'. E intorno a questa data sono moltiplicati gli incontri e i confronti, gli approfondimenti e le proposte, le iniziative e le manifestazioni.
'Sfide di oggi e prospettive di domani sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza', questo il riferimento di un convegno promosso a Roma e sostenuto, fra gli altri, dal Parlamento Europeo proprio per l'anniversario della Convenzione dell'ONU. Nella sala di Palazzo Merulana si sono alternati nel corso della giornata alcuni amministratori pubblici e i rappresentanti delle istituzioni, della scrittura per ragazzi e delle associazioni sociali e di volontariato.
La scuola, la famiglia, il confinamento domestico dovuto ai provvedimenti varati per cercare di contenere l'estensione dei contagi da Covid-19, i progetti realizzati o finora solo ipotizzati e i flash sull'attuale situazione romana, italiana e anche internazionale sono stati gli argomenti continuamente rimbalzati negli ampi e suggestivi spazi del Palazzo di via Merulana. "I neonati in alcuni paesi non sono neanche iscritti all'anagrafe. La non identificazione anche da adulti, ma non solo, rischia di allargare il torbido mercato dei trapianti degli organi e, poi, sono assolutamente da contrastare definitivamente le vicende collegate alle cosiddette 'spose-bambine', alle baby prostitute, al lavoro 'nero' e infantile e dei minori", ha rilevato in apertura Elisabetta Melandri, presidente del CIES, il Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo.
La 'fotografia' sul territorio regionale su Roma e, in particolare sul Primo Municipio, è stata scattata in sequenza da Eleonora Mattia per il Lazio, da Barbara Funari e Claudia Pratelli, responsabili degli assessorati comunali alle Politiche Sociali, una e alla Scuola, alla Formazione e al Lavoro, l'altra e da Giulia Silvia Ghia, delegata alle iniziative Culturali, Educative e Giovanili del Municipio Roma Centro. "'Scuola aperta' è il progetto che coinvolge molti istituti della città, che oltre l'orario consentono l'utilizzazione degli spazi e, con la disponibilità di alcuni docenti, organizzano momenti di socialità, solidarietà e didattica artistica e culturale", ha rivelato Claudia Pratelli, sostenuta da Barbara Funari. L'assessore del Primo Municipio Giulia Silvia Ghia ha affrontato i pericoli dovuti all'eventuale dipendenza "dagli apparecchi tecnologici, che sono stati utili nelle lunghe giornate del lockdown, ma adesso sono entrati, forse troppo, nella quotidianità di giovani e giovanissimi". Motivazioni, attrattive, interessi verso "altro, come le attività ricreative, sportive, culturali per evitare anche alcune 'trappole' della 'rete'". E dopo il lockdown, "anche per mancata socializzazione, sono aumentati i casi di aggressione e violenze da parte delle babygang, di suicidi, degli atti di bullismo e cyberbullismo e di consumo di alcol e droghe. Nel periodo critico del Covid-19 oltre 80 mila studenti non sono riusciti a raggiungere il limite minimo di presenze per essere scrutinati. Cresce il numero di chi abbandona la didattica per una dispersione scolastica ormai insostenibile". Inevitabile, a quanto pare, "un'attività di recupero coinvolgendo anche le famiglie, soprattutto quelle di fragilità sociale ed economica e gli insegnanti, che dovrebbero essere ulteriormente motivati". Una delle possibili soluzioni potrebbe riguardare la maggiore collaborazione fra genitori e istituti scolastici con le strutture sfruttate per una rigenerazione sia didattica che per altre e innovative specializzazioni, mestieri e professioni.
Eleonora Mattia, presidente della Commissione Lavoro, Formazione, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Istruzioni e Diritto allo Studio della Regione Lazio, ha ricordato le proposte avanzate "per l'abbattimento delle rette, per l'allestimento dei nidi nelle piccole imprese e per l'apertura nella zona di San Giovanni di un asilo bilingue, in particolare con quella dei segni per una esperienza unica". E per il benessere e la salute sarebbe coinvolgere anche le ASL del territorio.
Nella giornata romana è intervenuta anche Camilla Laureti, l'eurodeputata della Commissione Agricoltura e sono stati presentati alcuni filmati, in particolare di Iside Castagnola del Comitato Media e Minori presso il Ministero dello Sviluppo Economico; di Mirko Orsini dell'associazione ADHD, vincitore con il cortometraggio 'Eroi' nella sezione 'Open' del 'Frontiers Young' del Festival di Ventotene e di Juri Pertichini del CRC, Convention the Rights of the Childe, che periodicamente aggiorna il Rapporto sul monitoraggio dell'applicazione della Convenzione dell'ONU in Italia.
Un altro sguardo è rivolto ai minori migranti non accompagnati che arrivano sulle coste della nostra penisola. Questi rischiano di finire nelle mani della criminalità organizzata o utilizzati nel lavoro non regolarizzato.

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