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Assemblea dell'Associazione con segni positivi nella produzione, nel riciclaggio e nell'export. Allarme per il caro-gas

 

È uno dei settori che ha patito meno il biennio di ristrettezze della mobilità decise per cercare di contenere l'ampliamento del numero dei contagi da Covid-19, tanto che nel 2021 il nostro Paese è salito al secondo posto in Europa come utilizzatore di carta da riciclare, dopo la Germania e davanti a Spagna e Francia. La raccolta differenziata nelle città lo scorso anno è stata di 3 milioni e 600 mila tonnellate, +3% rispetto al 2020. Il riciclo degli imballaggi ha già superato la quota dell'85% fissata per il 2030 dall'Unione Europea. Le fibre dell'imballaggio sono usate 5 volte, ma in determinate situazioni potrebbero arrivare anche a 25 cicli.
Questi alcuni degli aspetti emersi a Roma nel corso della presentazione dell'annuale Rapporto di Assocarta, arrivato alla ventiduesima pubblicazione, il secondo in collaborazione con Legambiente, a conferma che il comparto contribuisce alla gestione sostenibile delle foreste e alla bioeconomia circolare. I dati raccolti lo scorso anno sono stati illustrati dal presidente Lorenzo Poli e commentati dalla responsabile della Commissione Ambiente della Camera Alessia Rotta, dal capo Dipartimento per la Transazione Ecologica e gli Investitori Verdi del Ministero Laura D'Aprile, dal vertice di Assoambiente Chicco Testa e di quello della Piccola Industria Giovanni Baroni e dall'esponente di Legambiente Giorgio Zampetti. Gli interventi sono stati coordinati dal direttore del quotidiano Il Foglio Claudio Cerasa.
Dallo studio, 'Energie per la transizione', emerge che la produzione nazionale di carta e cartoni ha sfiorato i 10 milioni di tonnellate con un incoraggiante +12,5%. Ogni segmento mostra segnali di rilancio, in calo solo il comparto delle carte igienico-sanitarie, -3,6. All'espansione precedente aveva probabilmente contribuito la richiesta delle confezioni domestiche condizionate dalle particolari quotidianità. Il fatturato, comunque, è lievitato del 28,6% e ha raggiunto gli 8 miliardi e 180 milioni di euro. È il responso più elevato, in assoluto. Il precedente risale al lontano 2007 con quasi 7 miliardi e 700 milioni di euro. Nella 'torta' la fetta più larga appartiene alle carte e cartoni da imballaggio, 52%, poi a quelle grafiche, 22%, che subiscono anche l'assalto e la passione soprattutto delle nuove generazioni per le aggiornate tecnologie e, quindi, le domestiche per gli utilizzi igienico-sanitari.
L'entusiasmante trend appare anche nelle prime registrazioni del 2022. Nel periodo gennaio-aprile, infatti, la produzione sarebbe aumentata del 3,4%. Allargata anche quella delle carte per usi grafici, +4,5% e la consistenza delle esportazioni, +3,1%. Riciclo cresciuto del 16% nel 2021, come dire oltre 6 milioni di tonnellate. L'export, in diminuzione, è stato quantificato in un milione e 300 mila tonnellate.
La zavorra per il settore riguarda essenzialmente il costo dell'energia, già penalizzante in passato e ancor di più negli ultimi mesi con gli spaventosi rincari delle bollette per un settore particolarmente energivoro. Aumenti a tre cifre del gas rispetto al 2020 con i record continuamente aggiornati.
Assocarta ha rivolto inevitabilmente uno sguardo anche al mercato europeo e mondiale, dove la produzione è stata, rispettivamente, di 76,4 milioni di tonnellate, +5,3% e di 411 milioni di tonnellate, +3,1%. "Sulla situazione interna Assocarta ha sottoscritto lo scorso luglio il contratto cartario-cartotecnico e stretto una alleanza federativa con i grafici e ACIMGA, la rappresentanza dei costruttori italiani delle macchine per l'industria grafica, la cartotecnica, la carta e da trasformazione e affini, a cui aderisce anche COMIECO", ha rilevato il presidente Poli. La categoria chiede anche investimenti, privati, per incrementare e gestire la forestazione per assorbire gli inquinanti, oltre 9 milioni di ettari di foreste e di quasi 2 ettari di altre aree boscate composte in prevalenza da arbusti, neoformazioni e macchia.

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