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Rapporto dell'Ipsos per la FAPAV. Aumentano i responsabili. Danni per il settore e l'Erario di oltre un miliardo di euro

 

Almeno 940 milioni di euro di fatturato persi lo scorso anno per la visione, attraverso un illecito collegamento, di film, fiction, serie e avvenimenti sportivi, che hanno causato un ammanco all'economia nazionale di 716 milioni di euro e alle casse dell'Erario di 319 milioni di euro, oltre ad aver fatto traballare 9 mila e 400 posti di lavoro. La 'fotografia' sulla sempre amara situazione della pirateria audiovisiva nel nostro Paese è stata scattata dall'Ipsos, che, nell'ormai tradizionale resoconto annuale, ha indicato anche una nuova tendenza rispetto al passato, la trasformazione dell'illegalità, più contenuti nei casi, ma in crescita alla voce 'responsabili'.
I dati sulla ricerca, 'Indagine sulla pirateria audiovisiva', sono stati illustrati nel corso di un incontro promosso a Roma dalla FAPAV, la Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali, alla presenza, fra gli altri, del vertice rappresentato da Federico Bagnoli Rossi e di quello dell'Ipsos Nando Pagnoncelli, che anche per il prossimo quadriennio raccoglierà e analizzerà i risultati di questo allarmante fenomeno. Agli 'Stati Generali della Lotta alla Pirateria tra Legalità e Sicurezza' hanno preso parte, naturalmente, tutte le componenti del settore e anche esponenti delle istituzioni e della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Lo studio è stata anche l'occasione per verificare se nel biennio di ristrettezza della mobilità, decisa per cercare di limitare il numero dei contagi da Covid-19, le dinamiche fossero cambiate. Lo scorso anno la quota, comunque 315 milioni, è scesa del 24% rispetto al 2019 e del 53% a guardare l'andamento del 2016. Il 43% degli adulti italiani è stato responsabile, in aumento del 6% rispetto al 2019. Un aspetto preoccupante riguarda i giovani e i giovanissimi. La consistenza dei coinvolti fra i 10 e i 14 anni è lievitata al 51%. Era al 39% nel 2019. "La ricerca mostra come il fenomeno nel nostro Paese sia in continua evoluzione con uno spostamento dei pirati verso i contenuti sportivi live. Un danno stimato per la particolare sezione di 267 milioni di euro nel fatturato", ha rilevato Federico Bagnoli Rossi, presidente e direttore generale della FAPAV.
I film confermano la leadership nella non invidiabile classifica delle preferenze di visioni carpite illecitamente, seguiti dalle cosiddette 'serie' e dalle fiction. Sale anche la 'scelta' per gli avvenimenti agonistici delle molteplici discipline sportive e, in particolare delle dirette, passate al 15%. Erano al 10%.
"Risparmio e praticità" sono le essenziali motivazioni che hanno spinto gli interessati all'illegalità, i quali, comunque, sono consapevoli delle azioni compiute e oltre la metà, il 52% degli adulti e il 57% dei minori, ritiene probabile essere scoperto e, quindi, sanzionato. Di pari passo si allarga anche la comprensione di creare disagi all'intero settore, all'industria ed eventualmente all'occupazione. Federico Bagnoli Rossi per cercare di attenuare questa pratica non convenzionale ha proposto una iniziativa comune con le imprese dell'audiovisivo, ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e digitali), APA (Associazione Produttori Audiovisivi), MPA (Mercato Internazionale Audiovisivo) e Univideo, 'We Are Stories', che prevede "sette spot inediti e una campagna social". E, inoltre, il settore è rivolto "con interesse e attenzione al testo unificato sui disegni di legge in merito al contrasto alla pirateria, attualmente all'esame della Camera, per adeguare i provvedimenti" ad una situazione diventata ormai ingestibile, insostenibile e insopportabile.

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