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Dal 1° al 3 aprile a Bastia, in provincia di Perugia, 'AgriUmbria', la mostra nazionale del settore zootecnico e della produzione alimentare

L'appuntamento è per il primo week-end allungato di aprile nei padiglioni di Bastia Umbra. È in programma la 53^ edizione di 'AgriUmbria', l'ormai tradizionale mostra nazionale dell'agricoltura, della zootecnia e dell'alimentazione. Negli spazi a pochi chilometri da Assisi e dal capoluogo regionale, Perugia, saranno accolti oltre seicento rappresentanti della produzione italiana, fra bovini, caprini, ovini, equini, suini e avicunicoli e quasi quattrocento, fra allevatori ed operatori del settore, in particolare agricoltori e specializzati nella realizzazione, nella commercializzazione e nella movimentazione dei macchinari utili al miglioramento della produttività e delle condizioni quotidiane di lavoro. 'AgriUmbria' torna nella ben nota stagione dopo le oscillazioni causate dai provvedimenti varati per cercare di evitare l'estensione del numero dei contagi da Covid-19. "Lo scorso anno", ha rilevato Lazzaro Bogliari, presidente di UmbriaFiere, la rassegna era stata "organizzata straordinariamente nel mese di settembre come anticipazione dell'attuale, ma, poi, vista la partecipazione dei visitatori, oltre 35 mila, abbiamo ritenuto essere una vera e propria edizione". Il successo del 2021 sembra ampliarsi nell'imminente kermesse, in quanto "sono annunciate numerose prenotazioni nelle strutture di alloggio e di ristorazione di Bastia Umbra e di altri centri della regione".
La prossima 'vetrina' delle razze più pregiate, che, fra l'altro, partecipano a un concorso nazionale, è stata presentata nella capitale dal vertice dell'AIA, l'Associazione Italiana Allevatori, Roberto Nocentini, da quello della locale Coldiretti Albano Agabiti, dall'assessore regionale all'Agricoltura Roberto Morroni e dal sindaco di Bastia Umbra Paola Lungarotti. Annunciato per i prossimi anni un allargamento delle aree espositive della Fiera, in modo da contenere una maggiore presenza delle aziende e, quindi, soddisfare le richieste degli allevatori, che, in questa occasione, non sono riusciti ad essere protagonisti.
"'AgriUmbria' è ormai un importante riferimento a livello nazionale" per ogni componente professionale del settore, ma anche per il movimento turistico dell'intera zona, "in grado di creare, secondo una stima della Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Perugia, un giro d'affari di quasi 18 milioni di euro". Non mancheranno, dal 1° al 3 aprile, anche le esposizioni e le dimostrazioni delle più aggiornate meccanizzazioni per l'agricoltura, la mungitura e la lavorazione del latte. Il programma prevede, al di là della valutazione delle varie razze, anche una serie di incontri e confronti fra gli esperti delle molteplici categorie professionali. Attrezzata un'area per la ristorazione accompagnata dallo slogan, 'Il sapore unico della biodiversità delle carni italiane', e con l'assicurazione e la garanzia del Made in Italy da parte dell'Associazione Italiana Allevatori. Porte aperte per l'intero tris di giorni della manifestazione dalle ore 9 alle 18.
Gli organizzatori, in particolare il presidente dell'AIA Nocentini, ha mostrato preoccupazione per la continua escalation dei prezzi relativi al necessario degli allevatori, mentre Agabiti della Coldiretti dell'Umbria ha ricordato come l'attuale crisi nell'Est Europa fra Russia ed Ucraina potrebbe creare disagi agli agricoltori italiani e a tutto il settore alimentare del nostro Paese. "Inevitabile pensare e realizzare una sovranità alimentare con una produzione nazionale di qualità e per diventare autosufficienti".
Continua l'attività dell'Osservatorio 'AgriUmbria' sul consumo nazionale di carni e sulle tendenze dei consumatori su quelle certificate. Promosso anche un premio dedicato al giornalista Antonio Ricci, scomparso nel 2016. Due i riconoscimenti sollecitati anche dalla Facoltà di Agraria di Perugia e da Edagricole: il primo, giornalistico, per chi ha raccontato l'agricoltura italiana e l'altro all'universitario che ha affrontato i temi della sostenibilità ambientale ed economica e la multifunzionalità del settore delle coltivazioni.

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