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A Gubbio, dopo le feste natalizie, spente le quasi mille luci dei 750 metri dell'allestimento sul Monte Ingino


Dopo trentaquattro giorni è stato distaccato dall'illuminazione serale e notturna la più grande composizione tradizionale per ricordare e festeggiare il Natale. Il gigantesco albero allestito a Gubbio sul Monte Ingino con tanto di maxistella cometa in cima, come fosse una corona anche per ricordare il pellegrinaggio dei Magi alla grotta della Nascita Santa, era stato luminosamente vitalizzato lo scorso 7 dicembre. Lo stupefacente e suggestivo spettacolo, esaltante alla visione anche da una relativa distanza, è stato posto in stand by il 9 gennaio del 2021, pronto ad essere riproposto e tornare protagonista alle soglie delle prossime festività natalizie.
Il primo click elettrico sulla parete eugubina risale al 1981. 750 metri l'altezza dell'albero. 450 metri l'ampiezza dalla base. Un migliaio di metri/quadrati l'estensione della stella cometa composta da 250 flash luminosi. Quasi 300 le luci impiegate per il disegno perimetrale dell'albero e 400 quelle multicolori per abbellire e arricchire l'interno. 7.500 metri il groviglio di cavi utilizzati per i necessari collegamenti e 1.350 le prese e le spine messe per le varie connessioni. Per il completo allestimento sono state impiegate almeno 1.300 ore di professionale e specializzato lavoro. Le ipercifre hanno portato l'iniziativa, concretizzata nella città medievale umbra, ad essere riconosciuta nel 1991 dal Guinness World Record. Unica al mondo e per adesso con il marchio dell'assoluta esclusività. Al pari sia dello straordinario scenario attrezzato a 800 metri di altezza che di quello sottostante con le bellezze storico-archeologiche di Gubbio.
La funivia consente l'utile salita per ammirare un orizzonte mozzafiato, lo scrigno composto e caratterizzato dalla Basilica dedicata a Sant'Ubaldo, protettore e patrono della città; le antiche Mura; il Duomo, che ospita dipinti del XVI secolo e una cappella barocca; il Palazzo gotico dei Consoli con la sommità merlata e il Museo Civico con, fra l'altro, le Tavole Eugubine, sette lastre di bronzo con incisioni d'epoca e, naturalmente, la visione panoramica degli Appennini. Oltre alla funivia la scalata è possibile attraverso un opportuno percorso predisposto per i volontari appassionati della passeggiata collinarmontana con un dislivello di quasi 350 metri. La sommità del Monte Ingino è elevata sui 904 metri rispetto al livello del mare. Gubbio, inoltre, è attraversata e lambita da alcuni corsi d'acqua, soprattutto dal Soanda, che dopo 18 chilometri sfocia nel Chiascio. Al Castello di Colmollaro, secondo le testimonianze dell'epoca, avrebbe alloggiato Dante Alighieri.
La città eugubina è ben nota anche per l'altrettanto appuntamento annuale con la Festa dei Ceri e la relativa corsa, in programma il 15 maggio. La manifestazione prevede il trasporto di un tris di grandi ceri coronati. Le effige ricordano i santi Ubaldo, Giorgio e Antonio Abate. Il percorso di quasi 4.300 metri è suddiviso in un poker di tappe che attraversano il centro umbro, a una cinquantina di chilometri dal capoluogo regionale, Perugia.
Trovati e recuperati per il generale apprezzamento i resti di un villaggio di età neolitica a dimostrazione di un largo e lungo passato storico. Ikuvium o Iguvium era sulla linea di comunicazioni e scambi commerciali, economici e culturali fra i versanti orizzontali della nostra penisola, dal Tirreno all'Adriatico e viceversa. Uno dei collegamenti fra le aree dei due mari.
Il numero delle presenze e delle frequentazioni dei visitatori nel 2020 è stato abbattuto a causa delle disposizioni varate per limitare i contagi da Covid-19. E anche per apprezzare le originali produzioni artigianali e le specialità gastronomiche, fra cui gli stringozzi, la crescia, il friccò all'eugubina, il baccalà alla ceraiola, i condimenti e le salse tartufate, i dolci e i liquori digestivi alle erbe della 'Premiata Distilleria Dante Morelli'.
Gubbio è stata anche scenario e palcoscenico di alcune pellicole, fra cui la popolarissima serie televisiva 'Don Matteo' con protagonisti Terence Hill e Nino Frassica. E non mancano le testimonianze della radicata presenza della troupe della seguitissima fiction.

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