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Anniversario dello storico Protocollo aggiornato a Parigi e ratificato da 195 paesi per abbassare il clima sulla Terra

Quindicesimo anniversario del varo del Protocollo di Kyoto, lo storico accordo fra i paesi per regolamentare, in modo da contenere, le emissioni inquinanti e il relativo surriscaldamento generale, inesorabile causa della trasformazione dell'aspetto del pianeta. Kyoto Club, con il sostegno fra gli altri del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha tradizionalmente promosso e organizzato un appuntamento per approfondire l'intera questione. 'I nuovi paradigmi della transizione climatica': questo il tema, filo conduttore del convegno, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, del Kyoto Club, delle imprese e degli esperti del settore.
Vito Borrelli, riferimento in Italia della Commissione Europea, ha sottolineato come gli argomenti collegati all'ambiente siano fra i pilastri del programma dell'Unione, anche se alcuni paesi sono in difficoltà e in ritardo con il rispetto dei parametri previsti. L'obiettivo comune, comunque, è di stimolare l'efficiente e consapevole uso delle risorse, in particolare delle materie prime e di passare alla cosiddetta economia circolare, di arrestare i cambiamenti climatici e, quindi, di contenere l'inquinamento. Interventi necessari in ogni settore, soprattutto dei trasporti, della produzione energetica, delle costruzioni, dello smaltimento dei rifiuti, dell'agricoltura e delle industrie chimiche e tessili.
L'Europa punta a un "continente neutro climaticamente entro il 2050", che rivolge l'interesse anche alla salvaguardia della biodiversità e a una crescita della raccolta differenziata, in modo da evitare, sempre più, il ricorso indiscriminato e generalizzato allo smaltimento in discarica. Investimenti per 1.000 miliardi di euro per il prossimo decennio anche per attivare un meccanismo di opportuna transizione a sostegno dei paesi ritardatari e ancora non in linea con i parametri fissati nell'intesa.
L'imminente futuro prevede anche la completa decarbonizzazione e l'inevitabile lievitazione della produzione energetica attraverso gli impianti delle rinnovabili. Il domani del trasporto riguarda riguarda soprattutto l'elettrico. Quasi tutte le case costruttrici sono impegnate a investire importanti risorse nella ricerca, nello sviluppo e nella realizzazione di motori 'puliti' o, comunque, meno inquinanti.
Il presidente di Kyoto Club Catia Bastioli ha ricordato che "l'intesa di Parigi del dicembre 2015, ratificata da 195 paesi, riguarda l'impegno a non superare l'aumento della media globale di 2 gradi e alla fine del secolo di 1,5 gradi rispetto al livello preindustriale. Invece, l'attuale crisi ambientale è senza precedenti, in quanto le concentrazioni di gas a effetto serra hanno registrato un incremento con una proiezione al 2050 fra i 3 e i 3,5 gradi. E questo porta a cambiamenti climatici, desertificazione e degrado dei territori. La salute del suolo è considerata dalla Commissione Europea, nell'ambito del programma 'Horizon Europe', come una delle cinque mission verso una soluzione per un vero cambio di paradigma. La bioeconomia circolare può rappresentare un'importante leva e un'opportunità imperdibile di decarbonizzazione e di competitività per l'Italia che, essendo nell'area mediterranea, è sempre più al centro degli effetti del cambiamento climatico e della degradazione e desertificazione dei suoli".

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