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Indagine sugli aspetti ambientali nelle dichiarazioni non finanziarie delle imprese italiane

"Sei raccomandazioni" per la rendicontazione e la strategia aziendale in merito all'economia circolare indicate dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che riguardano maggiori spazi alle tematiche ambientali; la centralità della qualità di beni e servizi; la misurazione delle rispettive performance verdi; la riduzione delle emissioni inquinanti; lo sviluppo di una produzione non più lineare e quindi riciclabile e la ricerca di un punto di incontro fra capitale naturale e biodiversità, un nuovo patto impresa-territorio. Per il 68% delle strutture produttive i cambiamenti climatici sono un tema strategico per il futuro, anche se rimane un'alta variabilità fra alcuni settori, come l'edilizia, i trasporti e le utility. Dalla parte opposta gli operatori dei servizi finanziari e assicurativi.
L'argomento è stato al centro dell'approfondimento su 'La green economy nel reporting non finanziario', promosso nella capitale dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con Itelyum, leader italiano nell'economia circolare e il Global Compact Network Italia. Le 'raccomandazioni' sono anche collegate al risultato dell'indagine svolta dalla stessa Fondazione per valutare le modalità e la qualità con cui sono trattati gli aspetti ambientali nelle 'dichiarazioni non finanziarie' da parte delle imprese della nostra penisola. Lo studio ha coinvolto 130 aziende delle oltre 200 costrette a fornire le informazioni previste dalla normativa varata nel 2016. Dagli 86 indicatori emergono alcune importanti considerazioni, quali, ad esempio, l'ampia percentuale di interesse sulla biodiversità, ma poco considerato come materiale; l'11% delle imprese rendiconta interventi di miglioramento della performance di circolarità a partire dal design del prodotto; il 28% riportano le quantità di materia prima riciclata e il 31% descrivono le iniziative per una riduzione di materia prima assoluta. Il 92%, inoltre, riporta le emissioni, ma solo poco più di un/terzo indica quelle nel perimetro della propria catena del valore.
Dell'intera documentazione, consultabile digitando www.fondazionesvilupposostenibile.org, hanno parlato nella suggestiva atmosfera del Tempio di Adriano di piazza di Pietra, fra gli altri, l'ex ministro Edo Ronchi, il presidente di Itelyum Antonio Lazzarinetti e i rappresentanti di amministrazioni pubbliche e imprese del settore.
Itelyum è leader nella gestione e nella valorizzazione dei rifiuti industriali, in particolare nella rigenerazione di oli lubrificanti usati, nella purificazione di reflui chimici di frazioni petrolifere e nella lavorazione di un vasto campionario di scarti. Itelyum, fra l'altro, aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite ed è socio-fondatore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. È riferimento per sedici società e coordina l'attività in quindici strutture operative. Vanta oltre ventimila clienti in una sessantina di paesi.
La ricerca è stata diretta da Edo Ronchi e Andrea Barbatella e realizzata da Alessia Albani, Emiliano Borello, Giuseppe Dodaro e Andrea Dragotto.

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