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Roberto Scacchi confermato presidente di Legambiente del Lazio al termine del Congresso regionale


Roberto Scacchi è stato confermato alla guida di Legambiente del Lazio alla conclusione dell'XI Congresso regionale organizzato nei suggestivi spazi romani di Villa Palestro. Nello stesso appuntamento, che anticipa il Congresso nazionale in calendario al Museo Ferroviario di Pietrarsa di Napoli dal 22 al 24 novembre, è stata eletta anche la nuova direttrice, Maria Domenica Bolano. Scacchi, una quarantina d'anni con una lunga frequentazione nell'associazione ambientalista, è al secondo mandato dopo l'esperienza di Lorenzo Parlati. Maria Domenica Bolano è iscritta a Legambiente dal 2001 e ha coordinato numerose iniziative anche negli istituti scolastici.
Il Congresso ha visto la partecipazione di oltre 160 delegati; di una settantina di interventi fra rappresentati delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche, dei vari circoli regionali e di altre associazioni e di alcuni studenti dell'Università del'La Sapienza'. Allestite anche tre aree tematiche riguardanti l'economia circolare e lo smaltimento dei rifiuti, la tutela della natura anche in considerazione dei cambiamenti climatici e la mobilità sostenibile nelle molteplici versioni. Al Congresso sono intervenuti, fra gli altri, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani; l'assessore regionale all'Urbanistica e al Ciclo dei Rifiuti Massimiliano Valeriani; il responsabile della Commissione di via della Pisana ai Lavori Pubblici, alle Infrastrutture, alla Mobilità e ai Trasporti Eugenio Patanè; la guida per il Lazio dei Piccoli Comuni e dei Contratti di Fiume Cristiana Avenali e quella di RomaNatura Maurizio Gubbiotti.
Nella relazione di apertura della riunione ambientalista Roberto Scacchi ha sottolineato l'attività degli oltre 32 anni e le problematiche più volte rilevate e segnalate nel territorio del Lazio: dal consumo indiscriminato di suolo all'incuria dei litorali; dai rischi idrogeologici per un'edilizia ancora incontrollata allo smaltimento dei rifiuti pericolosi alcune volte gestito dalla criminalità organizzata; dal rischio per la salute pubblica a causa delle colture agricole alle situazioni insopportabili di caporalato nell'area di Latina agli scarichi fognari non tutti in regola con l'attuale normativa come quelli industriali e artigianali; dai disagi nei trasporti fino alle questioni delle centrali in attesa di una trasformazione alternativamente ambientale.
Un capitolo è stato dedicato dal confermato presidente di Legambiente alla capitale, ai molteplici problemi, che riguardano praticamente ogni aspetto: la precarietà del servizio del trasporto pubblico, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, l'inquinamento dell'aria e di quello acustico, la tutela del verde, lo stato delle vie di collegamento stradale e la realizzazione delle infrastrutture necessarie e richieste per una città come Roma.
Nel corso del Congresso è stata più volte ricordata l'importanza della completa decarbonizzazione del Lazio per sollecitare la chiusura della Centrale di Torrevaldaliga, causa di quasi l'80% delle emissioni inquinanti della produzione energetica nella regione. I Contratti di Fiume, invece, sono per il Lazio il classico 'fiore all'occhiello'. Una tutela per le zone fluviali e anche per i 360 chilometri di costa, che devono essere salvaguardati, ma anche riqualificati e rilanciati. Altra tutela richiesta riguarda i parchi, che coinvolgono 140 dei 376 comuni. Oltre 200 mila ettari, almeno il 12% del territorio. 13 gli enti, 3 nazionali e la Città Eterna con più di 14 mila ettari gestiti da RomaNatura. Ribadita l'esigenza di una mobilità sostenibile ed è stata rimarcata la crescita qualitativa della COTRAL, la più grande azienda di servizio pubblico di trasporto del nostro Paese. Richiamata l'attenzione di Legambiente sulle illegalità anche nelle insospettabili aree interne della regione.

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