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Forum sull'acqua. Promosso nella capitale da Legambiente alla vigilia del Festival a Venezia e di Ecomondo a Rimini

L'acqua, una risorsa vitale, essenziale per ogni forma esistente sul pianeta Terra, ma limitata. Almeno così, ormai da tempo hanno rilevato più volte esperti e osservatori impegnati nella salvaguardia ambientale. In Italia la dispersione del prezioso liquido nella rete distributiva, in alcuni casi 'colabrodo', continua a sfiorare il 48%, in certe aree della nostra penisola, addirittura, supera un imbarazzante 60%. La maggior parte è utilizzata per usi domestici e nel settore agricolo e zootecnico. È particolarmente sfruttata anche dell'industria, con livelli evidenti nell'estrazione dei minerali, nelle lavorazioni dei tessuti e nelle preparazioni chimiche e farmaceutiche.
Nel nostro Paese, secondo un approfondimento dell'ISTAT, è complicato 'fotografare' completamente la situazione, in quanto non è possibile disporre di tutti i dati, anche riguardanti alle varie misurazioni, soprattutto a causa della frammentazione nella gestione dei vari servizi. Il cosiddetto 'oro blu' è stato al centro del Forum nazionale 'sulle filiere sostenibili della risorsa idrica' promosso nella capitale da Legambiente. Nel corso dei numerosi interventi è stata sottolineata soprattutto l'importanza della tutela, dell'azzeramento degli sprechi e dell'opportunità del riuso. Sull'agenda politica, anche internazionale, figurano la riqualificazione degli ecosistemi acquatici; il sistema dei controlli; il WSP, Water Safety Plan; la ricerca e lo sviluppo dei sistemi innovativi di depurazione seguendo le indicazioni dell'economia circolare. A questo proposito dovrebbe aumentare la conservazione e il recupero e l'utilizzo dell'acqua piovana, ancora troppo limitato, attraverso la realizzazione di strutture idonee e adeguate.
L'Italia è leader in Europa e al secondo posto nel mondo per consumo di acqua in bottiglia, nonostante la soddisfacente qualità di quella disponibile dai rubinetti domestici. La realtà emerge da una indagine, 'Splash', realizzata da The European House Ambrosetti con il sostegno di Celli Group. Il Rapporto ha riguardato, in particolare, 'le percezioni e le tendenze sul consumo d'acqua in Italia' focalizzate, fra l'altro, su sicurezza, piacevolezza, libertà di accesso, amica dell'ambiente e sostenibilità nell'uso delle risorse. L'acqua cosiddetta 'di rete' a cui sono stati applicati dei filtri è quella con il più alto valore attribuito dai consumatori per la facilità di accesso, il rispetto dell'ambiente e la sostenibilità. L'acqua minerale potrebbe essere inserita nella lista dell''Italian Food', anche se quella 'del sindaco' è generalmente molto controllata e di buona qualità. Il commercio delle minerali imbottigliate, dall'impensabile aumento registrato negli ultimi tre decenni, ha un peso decisamente evidente sull'economia familiare e sull'ambiente relativo soprattutto al trasporto, essenzialmente su gomma e alle bottiglie, quasi tutte di plastica e difficilmente riutilizzabili se non attraverso una corretta raccolta differenziata. Dai risultati dello studio, infatti, è sottolineato l'allargamento della diffusione dei marchi a livello nazionale e il conseguente utilizzo dei pesanti mezzi per i viaggi lungo tutta la nostra penisola. Il 2% del totale trasportano confezioni di acqua con impatto su traffico e inquinamento.
206 i litri mediamente consumati all'anno da ogni abitante della nostra penisola. Nel mondo il massimo è segnalato in Messico. La media europea supera impercettibilmente i 100 litri. In Svezia il minor consumo, solo 10 litri di acqua imbottigliata. E pensare che nel 1980 in Italia ogni persona beveva 47 litri. Una quantità clamorosamente aumentata stagione-dopo-stagione di ben oltre quattro volte. Bottiglie apprezzate soprattutto dai più giovani, quelli compresi fra i 18 e i 34 anni, con alto livello didattico conseguito e e residenti nel nord del Paese. È l'identikit costruito seguendo le indicazioni della ricerca. Le aziende italiane, comunque, aumentano anche l'export, che ha portato la nostra penisola, in compagnia della Francia, nell'élite della particolare graduatoria. Il giro d'affari della produzione di acque minerali è di 2 miliardi e 800 milioni di euro. Il 10% appartiene alle esportazioni. Ogni italiano spende mediamente all'anno sui 50 euro. Dai 20 ai 25 centesimi di euro è il valore di un litro di minerale, ma solo l'1% finisce nelle casse pubbliche per le concessioni dello sfruttamento delle fonti da parte dell'industria del settore. Il resto è assorbito dal sistema, fra imbottigliamento, packaging, trasporto, distribuzione, oltre alla pubblicità.
L'appuntamento di Palazzo Rospigliosi precede il Festival dell'Acqua, organizzato a Venezia il 10 e l'11 ottobre da Utilitalia, che raggruppa le imprese idriche, ambientali ed energetiche, in collaborazione con Veritas, la multiutily pubblica impegnata a gestire il servizio idrico integrato e l'igiene urbana nell'area metropolitana del capoluogo veneto. Il Festival, promosso biennalmente e arrivato alla quinta edizione dopo Genova, L'Aquila, Milano e Bari, sarà ospitato dalla Fondazione Querini Stampalia. Quest'anno è stato suddiviso in due sezioni: la prima lo scorso maggio a Bressanone dedicata al ciclo idrico 'a monte' e l'altra fra qualche giorno a Venezia. Seguita la linea blu dell'acqua, dalle Dolomiti alla Laguna. Il programma del Festival prevede, fra l'altro, un incontro per la solidarietà planetaria con l'annunciata partecipazione dei rappresentanti della FAO, dell'International Water Association e dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Acqua protagonista anche a Ecomondo, l'ormai tradizionale rassegna in programma dal 5 all'8 novembre al Quartiere Fieristico di Rimini. 'Global Water Expo' è la sezione dedicata a tutte le fasi della filiera del servizio idrico integrato e e del ciclo integrato delle acque. Interesse rivolto, in particolare, sull'economia circolare, sull'utilizzo in agricoltura, sul rapporto con la salute, sulla depurazione e sulla regolazione, fra qualità, investimenti, imposte e tariffe sia in Italia che in Europa.

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