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Convegno sui benefici all'ambiente, all'economia e all'aspetto socio-sanitario promosso da Gomitolorosa

Nel nostro Paese gli ovini allevati sarebbero quasi 8 milioni concentrati in alcune zone, fra cui Abruzzo e Sardegna. Ogni capo è in grado di fornire mediamente un chilo e mezzo di lana non lavata per una quantità complessiva di 12 mila tonnellate. La quasi totalità è lavorata. Lana italiana, fibra sostenibile, rinnovabile e tracciabile. In Italia è utilizzata nel settore della moda; degli accessori; dell'arredo e dell'agricoltura, come fertilizzante. Nell'edilizia è impiegata nella realizzazione di pannelli isolanti. La preziosa e ricercata ed apprezzata materia prima naturale non utilizzata potrebbe avere un altro tipo di valore entrando nella cosiddetta economia circolare.
'Salute individuale, benessere ambientale e solidarietà sociale: il caso del recupero della lana' sono state le sezioni dell'incontro promosso nella capitale dall'Associazione Gomitolorosa in collaborazione collaborazione con l'Agenzia Lane d'Italia e Legambiente con il sostegno dell'Accademia dei Georgofili. Nella Sala Conferenze della 'Salvator Mundi' International Hospital dell'UPMC, l'University of Pittsburgh Medical Center', sono intervenuti rappresentati del mondo produttivo, ambientale e socio-sanitario. La serie delle testimonianze, anche internazionali, fra cui dalla Croazia, dalla Gran Bretagna e dalla Spagna, sono state coordinate dal presidente di Gomitolorosa Alberto Costa.
Lana, naturalmente, utilizzata nella produzione di filati per la concretizzazione dei modelli ideati dai vari designer. La ventina di razze presenti sulla nostra penisola offrono la garanzia di una varietà di fibra non comune negli altri paesi. Uno dei riferimenti produttivi è in Piemonte, a Biella, dove nell'88 è stata fondata l'Agenzia Lane d'Italia per volontà dell'Unioncamere nazionale e di quella sarda-piemontese oltre che della Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Vercelli. È impegnata nella valorizzazione delle lane autoctone e delle fibre naturali per migliorare, fra l'altro, il valore della produzione e il livello occupazionale. Organizza anche progetti di ricerca e di formazione riservato agli allevatori. La lana italiana, comunque, oltre che nel settore dell'abbigliamento e degli accessori è utilizzata anche nelle costruzioni, nell'innovativa bioedilizia. Nel 2011 è stato sottoscritto il 'Manifesto della Moda Italiana'. La lana nell'impiego dei tessuti occupa una minima parte, ma "è naturale", ha ricordato Mauro Rossetti dell'Associazione Tessile e Salute di Biella. Ha anche richiamato l'attenzione dei consumatori sulle lavorazioni importate responsabili praticamente di tutti i casi allergie e dermatiti e sul controllo delle etichette "alcune volte anche non completamente veritiere".
Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani ha sottolineato l'importanza di una procedura adeguata per la riutilizzazione del materiale in esubero. A questo proposito Rosanna Laraia, occupata a indicare i passaggi per trasformare i rifiuti, gli scarti in valore, in risorsa rigenerata e nuovamente produttiva. Inevitabile, ormai, le fasi di riciclaggio del maggior numero possibile di materiali, in quanto le risorse del pianeta non sono infinite. Per completare la sempre più attuale economia circolare, però, è necessaria un'opportuna normativa per rimettere sul mercato il risultato delle rivitalizzazioni. L'economia circolare annualmente aumenta di consistenza e valore. Dal 2012 al 2016 ha coinvolto oltre 4 milioni di persone e generato almeno 147 miliardi di euro.
In Sardegna è scattato il progetto 'SheepToShip', soluzioni agronomiche e zootecniche innovative per il contenimento delle emissioni di gas serra da parte del comparto ovino di almeno il 20% nell'arco di dieci anni. Sardegna laboratorio europeo di contrasto ai cambiamenti climatici nell'ambito del programma 'Life' sostenuto economicamente dalla Commissione Europea.
Lana grande protagonista anche nel settore medico. La lanaterapia, knitting therapy, è utilizzata negli ospedali non solo del nostro Paese. Sandra Kerovec, dell'Associazione Ozana, ha raccontato le esperienze vissute e raccolte su una cinquantina di diversamente abili, fra cui alcuni affetti dalla Sindrome di Down. La lavorazione della lana diventa una vera e propria terapia, oltre che una produzione artigianale di maglioni, sciarpe e cappellini. Il presidente di Gomitolorosa Alberto Costa ha rilevato come attraverso "l'Università inglese di Reading saranno analizzate una quarantina di volontarie che abitualmente lavorano a maglia con specifici approfondimenti neurologici, compreso un encefalogramma prima e dopo knitting". I dati preliminari, che hanno portato all'interesse dei sanitari, riguardano proprio il lavoro a maglia, positivo per la psiche. Uno stato di quiete simile a quello dati dalla meditazione e dallo yoga. Una attività quasi sorprendente e sicuramente innovativa per migliorare la qualità della vita dei pazienti e per affrontare, in generale, le situazioni momentanee, quotidiane o periodiche, di stress. La spagnola Concha Rey Mejias ha ricostruito le varie attività adottate dall'Asociacion de Labores Solidarias de la Iaia di Madrid.
Gomitolorosa, fondata nel 2012 a Biella, la 'Città della lana', è impegnata nel recupero del materiale in esubero con cui crea filamenti in tredici differenti colori associati ad altrettante patologie. Sostiene il lavoro a maglia come strumento terapeutico per il benessere individuale psicofisico concedendo la materia prima certificata al 100%. Fissate dall'Associazione di Alberto Costa, specializzato nella chirurgia oncologica, le quattro linee essenziali di intervento per la solidarietà sociale, la lanaterapia, il lavoro a maglia e le campagne di sensibilizzazione soprattutto per la salute della donna.

Foto: gomitolorosa.org - focusroma.it

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