Questo sito utilizza cookie, tra cui cookie analytics di terze parti per l’analisi delle statistiche di traffico ai fini dell’ottimizzazione del sito. Proseguendo la navigazione nel sito si acconsente al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Per maggiori informazioni consultare l’informativa estesa.

Stampa

'EcoForum' di Legambiente con la presentazione del dossier sulla raccolta differenziata nel Lazio

Ha conservato la non invidiabile posizione nella particolare classifica nazionale il Lazio, la quindicesima, ma ha aumentato la quota di raccolta differenziata avendo toccato il 45,52%. Altro dato importante è stata la discesa della quantità di rifiuti prodotta, che dal 2003 è scesa sotto il livello dei 3 milioni di tonnellate, in particolare 2.972.094 tonnellate nel 2017. La montagna di scarti, concretamente, pesa 53 mila tonnellate in meno rispetto ai precedenti dodici mesi. E, contemporaneamente, è salita la differenziata, +71.036 tonnellate del 2017.
La 'fotografia' è stata scattata e illustrata dagli esperti di Legambiente del Lazio nel corso di 'EcoForum', occasione anche per consegnare i riconoscimenti alle amministrazioni pubbliche locali che hanno raggiunto importanti e significativi livelli di raccolta differenziata e favorito
l'estensione dell'economia circolare.
Ogni residente mediamente accumula nell'anno oltre 504 chili, al di sopra del livello nazionale attestato sui 489 chili per abitante, ma il minore delle regioni centrali della nostra penisola, che è di 538 chili.
Viterbo è la provincia più efficiente con il 49,04%, ma anche Latina, Frosinone e Roma sono oltre il 45%. Solo Rieti boccheggia al 38,31%.
Nel corso dell'appuntamento, aperto dal presidente di Legambiente del Lazio Roberto Scacchi, sono stati rivelati anche i cosiddetti 'Comuni Ricicloni', quei centri della regione in grado di superare il 65% di raccolta differenziata sul rispettivo territorio. Podio provincialmente variegato con la romana Castelnuovo di Porto che issa lo stendardo in alto attraverso l'82,3%, poi il gonfalone
della pontina Roccagorga con l'81,80% e, quindi, Frosinone con Colle San Magno, all'81,40%. Per i centri di oltre 5.000 abitanti la leadership è stata conquistata da Fiumicino con quasi 23 mila tonnellate di materiale raccolto, che precede Terracina e Velletri. Due romane e una pontina, tutte intorno al 70%.
In crescita i comuni inseriti nella graduatoria e targati 'Ricicloni', che ormai hanno valicato la soglia dei novanta: 39 della provincia di Roma; un po' meno di Frosinone; una decina di Latina e 7 della zona di Rieti. A leggere i dati la miglior figura è stata griffata da Viterbo, che ha raggiunto il 52,50%. Poi Roma al 43,20%. Assolutamente insufficienti le altre province come Rieti, al 27,30%; Latina, al 23,80% e Frosinone ad un insufficiente e impresentabile 15,20%.
Timida nel Lazio l'applicazione della TU, la Tassa Unica, il pagamento in relazione alla quantità di rifiuti prodotta. Segnalati anche i comuni, che hanno maggiormente ridotto i consumi di plastica. Nei primi tre posti per Legambiente Colle San Magno, Roiate e Viterbo.
La maggior raccolta generale riguarda la frazione organica, 39,4%; carta e cartone, 25,6% e vetro, 15,7%.
Le difficoltà più volte segnalate dall'associazione ambientalista riguardano, fra l'altro, gli impianti, soprattutto dopo il distruttivo incendio divampato a quello romano del Salario. Dodici gli impianti di Trattamento Meccanico-Biologico, TMB. Nel 2017 hanno smaltito rifiuti gli impianti di Albano Laziale, un paio a Malagrotta, un altro a Rocca Cencia, a Colfelice, ad Aprilia e a Viterbo. Complessivamente gli impianti di gestione dei rifiuti urbani presenti sul territorio regionale sono 36: 18 di compostaggio; 12 TMB; 2 di incenerimento; a San Vittore e a Colleferro e in poker di discariche, Albano Laziale, Colleferro, Roccasecca e Viterbo.

Categoria: Ambiente