Questo sito utilizza cookie, tra cui cookie analytics di terze parti per l’analisi delle statistiche di traffico ai fini dell’ottimizzazione del sito. Proseguendo la navigazione nel sito si acconsente al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Per maggiori informazioni consultare l’informativa estesa.

Marevivo chiede uno sbarramento alle foci dei fiumi per contenere i rifiuti e salvaguardare l'ambiente

Dalla terra, dall'acqua e dallo spazio. Controllata continuamente un po' da tutti i ricercatori e gli esperti del pianeta sono impegnati a trovare soluzioni per eliminare i rifiuti di natura plastica presenti in fiumi, mari e oceani. Dopo sei anni di opportuni approfondimenti, 24 spedizioni, i competenti osservatori di Stati Uniti, Cile, Australia e Nuova Zelanda hanno anche stimato la quantità, 269 mila tonnellate. La ricerca, che comprende i dati raccolti fra il 2007 e il 2013, è stata pubblicata su una rivista specializzata ed emerge dal calcolo con le 5 mila 250 miliardi di particelle di plastiche. Le parti più grandi sono vicine alle coste, le microplastiche, quelle inferiori ai 5 millimetri, sarebbero 5 milioni di miliardi, che starebbero anche nelle aree più impensabili del pianeta.
Isole di materiale plastico sono segnalate soprattutto nell'Oceano Pacifico. Pacific Trash Vortex, la grande chiazza dell'immondizia, un'estensione oscillante dai 700 mila chilometri/quadrati ai 10 milioni di chilometri/quadrati, come dire la penisola iberica che galleggia pericolosamente per la fauna marina. I minuscoli frammenti attraverso i pesci entrano nella catena alimentare con effetti ancora sconosciuti a lungo termine per le condizioni degli animali e anche per la salute umana.
Dell'ormai allarmante situazione sono interessate non solo le associazioni ambientaliste. Marevivo, per la Giornata dedicata alla Terra, ha promosso un incontro con amministratori pubblici, rappresentanti delle forze dell'ordine e di controllo e delle associazioni ambientaliste e diplomatici di alcune ambasciate presenti a Roma. 'Il fiume salva il mare' ed evitare il dannoso trasporto dei rifiuti. Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, ha chiesto di allestire uno sbarramento alla foce del Tevere coinvolgendo, fra l'altro, le amministrazioni comunali di Roma e di Fiumicino. L'assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari ha rilevato di aver ''istituito l'Ufficio Speciale Tevere, firmato il primo manifesto di programmazione con gli enti interessati per questo corridoio della città". La riduzione e il corretto smaltimento dei rifiuti e una maggiore sensibilità delle aziende per le confezioni dei prodotti sono le prime tematiche da affrontare, dopo aver superato quelle per togliere le microplastiche dai cosmetici e dal mercato le cannucce monouso e inserire i cotton fioc compostabili. La maggior parte dei rifiuti sono
trasportati dai fiumi compresi quelli di plastica. Dalla sede galleggiante di Marevivo le ampolle dei vari diplomatici presenti hanno versato l'acqua per essere simbolicamente miscelata con quella dell'ex biondo fiume romano.
Per fronteggiare il fenomeno è intervenuta anche la tecnologia spaziale con il programma 'Sentinel' promosso dall'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea e della Commissione dell'Unione. L'occhio dei satelliti sarà alla ricerca della plastica, che annualmente in gran quantità è gettata negli oceani.
La scoperta dell'isola, che risale al 1988, è dell'americana National Oceanic and Atmospheric Administration. I richiami sulle aggregazioni plastiche sono rimasti inascoltati. Le correnti dei mari e degli oceani hanno completato l'opera calamitando in alcune aree i rifiuti, che sono segnalati anche sotto il livello dell'acqua.

Pin It