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Dalla Conferenza Nazionale emerge un aumento delle offerte e dell'utilizzo di auto, bici, moto e App multifunzionali

Tutti per lo sharing. Aumenta l'offerta e la richiesta o viceversa. Lievitazione costante, a due cifre. In alcuni settori addirittura a tre, ma la partenza era ad handicap anche in confronto con le altre realtà internazionali. La parata di cifre, statistiche e raffronti hanno condensato e congelato l'attuale situazione e arricchito e caratterizzato la seconda Conferenza Nazionale della Sharing Mobility promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con il sostegno, fra gli altri, di Deloitte e delle Ferrovie dello Stato e in collaborazione con Green City Network. All'organizzazione ha pensato l'Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility composto da un'ottantina di persone, fra cui praticamente tutti gli operatori del settore, appendice quasi naturale dell'iniziativa congiunta Ministero-Fondazione.
La positiva evoluzione è confermata dai numeri. Intanto di chi ha la possibilità di sfruttare questa condivisione, oltre 18 milioni, il 28% della popolazione. Inoltre due/terzi conosce almeno uno dei servizi, quello collegato all'auto e, sempre secondo l'indagine, sarebbe pronto per una eventuale utilizzazione come principale alternativa agli spostamenti con la quattroruote personale, di proprietà. E questo riguarda oltre la metà delle persone sondate dagli esperti.
Ampio, praticamente completo, il campionario a disposizione. Apprezzato particolarmente nell'ultimo anno il bike, il bus, il car e anche il carpoooling e lo scootersharing. Spazio all'avanzamento della tecnologia e alle varie applicazioni, che consentono, anche con un'unica soluzione, di prenotare e acquistare i servizi necessari nelle città italiane.
Ecco le sorprendenti tre cifre di incremento. Riguarda il bikesharing, diventato il primo d'Europa con quasi 40 mila due ruote disponibili in 265 comuni. La crescita? È stata del 147%. Andamento maggiormente avvertito nelle zone del settentrione dove la circolazione è facilitata da corridoi protetti. Numerose anche le bici a disposizione nei pressi delle stazioni ferroviarie e dei pullman.
Il carsharing in cinque anni ha quintuplicato l'offerta. Nel 2017 è stata valicata la quota del milione di iscritti. Quasi 8 mila i veicoli a disposizione in 35 città del nostro Paese. L'anno prima i noleggi avrebbero sfiorato gli 8 milioni con una percorrenza complessiva di 62 milioni di chilometri. A Milano, ad esemplo, la stessa auto è noleggiata quotidianamente in media cinque volte, praticamente il doppio rispetto al 2013. E questo conferma la tendenza dell'intero comparto sharing. Allargato anche il numero degli operatori, che offrono anche furgoni, ma, per una completa estensione, la disponibilità dovrebbe coinvolgere sempre più centri. Troppa concentrazione nelle grandi città, soprattutto Milano, ma anche Roma, Torino e Firenze, hanno rilevato gli osservatori.
Carpooling, cioè condividere con altre persone uno spostamento in auto. Per alcuni è un ammodernamento dell'autostop. Una stravagante forzatura? Forse. Probabile. Il servizio ha mostrato un aumento evidente, il 350% nelle città con 2 milioni e 500 mila utenti. La novità è sfruttata soprattutto per il collegamento casa-lavoro-casa e per i limitati e circoscritti movimenti urbani. Gli operatori impegnati in un servizio aumentato notevolmente nell'ultimo triennio.
Il 68% della flotta destinata allo scootersharing è a trazione elettrica, in particolare con gli operatori Ecooltra e Mimoto, che hanno iniziato nel 2017 il servizio a Roma e a Milano. Noleggi già arrivati a 250 mila.
Sale anche il numero delle App dedicate all'aggregazione e alla condivisione "preferite e utilizzate soprattutto dai giovani o almeno quelli compresi nella fascia fra i 18 e i 45 anni", ha rilevato Luigi Onorato, partner di Deloitte. Sharing mobility e trasporto pubblico, in numerose città decisamente migliorabile, sono la faccia della stessa medaglia, alleati per la sostenibilità ambientale a vantaggio della qualità dell'aria e del miglioramento della concentrazione del traffico. Questo sostenuto andamento nei prossimi anni dovrà essere accompagnato dalla diffusione dei veicoli elettrici con il rafforzamento delle infrastrutture soprattutto per le ricariche e, più in là, dalla guida autonoma. Al momento sono 43 le città dove è possibile scaricare l'App per effettuare ogni tipo di operazione integrata e interscambiabile a cui mostra particolare interesse anche il Gruppo delle Ferrovie dello Stato. Per il Piano di intermodalità e mobilità integrata il Gruppo avrebbe intenzione di investire 2 milioni e 500 milioni di euro. In alcune città, in particolare quelle non toccate dalla linea dell'Alta Velocità, le Ferrovie dello Stato hanno siglato accordi con società di noleggio, di pullman e di taxi per 'coprire' quel ben noto 'ultimo miglio'. L'intero percorso è pagabile con una sola operazione anche attraverso la tecnologia. Ferrovie impegnate nella gestione dei parcheggi nei pressi delle stazioni e che chiedono alle amministrazioni pubbliche locali una progettazione urbana maggiormente adeguata.
"Il problema in Italia è anche culturale, in quanto l'auto, da sempre, ha rappresentato uno status symbol, da acquistare, curare e mostrare e l'abbandono, pur se momentaneo, è uno degli aspetti più complicati da superare", ha ricordato Alessandro La Rocca del Gruppo Ferrovie dello Stato.
"È nelle città, dove c'è una maggiore mobilità di passeggeri, c
he devono essere offerte le opportunità per togliere spazi all'utilizzo dell'auto privata", ha sottolineato il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi.
La tendenza delle amministrazioni comunali, comunque, sembra procedere verso una cura del ferro, il rafforzamento del servizio del trasporto pubblico locale e del servizio sharing, nelle varie forme e caratteristiche. Le rivelazioni delle iniziative antismog e antitraffico sono state degli assessori di Bologna, Firenze, Milano, Roma Capitale e Torino, rispettivamente Irene Priolo, Giovanni Bettarini, Marco Granelli, Linda Meleo e Maria Lapietra.

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