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Iniziati i lavori a Centocelle dopo l'allarmante incendio di qualche giorno fa con l'aumento dei livelli tossici

 

Quasi un mese dopo il devastante e pericoloso incendio per la salute pubblica e per l'ambiente il sindaco Roberto Gualtieri è tornato all'appendice del Parco di Centocelle, praticamente immediata periferia della capitale. Gualtieri per l'occasione era accompagnato dall'assessore Sabrina Alfonsi, dal responsabile della Commissione Ambiente in Campidoglio Giammarco Palmieri e dai presidenti dei municipi interessati territorialmente, il Quinto e il Settimo, rispettivamente Mauro Caliste e Francesco Laddaga.
Il sindaco Gualtieri, a fuochi spenti e nube allarmante dissolta, ha esaminato l'area percorsa in compagnia degli amministratori pubblici, delle forze dell'ordine e di sicurezza, dei rappresentanti della Protezione Civile, degli operatori dell'AMA e dei tecnici, che saranno impegnati nelle prossime settimane a bonificare l'intera area. Panorama avvilente, desolante, spettrale e sconcertante quello della zona compresa fra via Casilina e via Palmiro Togliatti. Carcasse di auto o di altri elettrodomestici, inseriti nella categoria dei 'rifiuti ingombranti' e l'intero campionario degli scarti più o meno domestici, caratterizzeranno la visione. Un rendez-vous necessario per calendarizzare anche gli interventi.
Il degrado, almeno inizialmente, dovrebbe essere superato con la raccolta e l'eliminazione di oltre 400 tonnellate nei cinque ettari che, nei progetti del Comune di Roma, dovrebbe diventare tutt'uno con l'esistente tanto da formare un'ampia area verde protetta. "Superare gli insediamenti abusivi e le attività illegali sono fra i primi obiettivi dell'amministrazione comunale come riqualificare e restituire alla disponibilità dei cittadini l'intera zona". Stabilito il necessario per i primi interventi, 200 mila euro.
L'approfondimento sui lavori è stato illustrato dall'assessore Sabrina Alfonsi. "Dopo la rimozione di quelli in superficie saranno controllati i rifiuti interrati sfruttando anche l'appropriata tecnologia e, poi, l'eventuale analisi specifica degli esperti della Sovrintendenza. In caso di presenza di opere e resti archeologici e architettonici le testimonianze dell'Antica Roma saranno studiati in modo particolare per non danneggiare i preziosi ritrovamenti", ha rilevato la responsabile anche all'Ambiente. Sabrina Alfonsi ha anche rivelato che sarà continuo e forse periodico il confronto con le associazioni e i comitati di quartiere e i cittadini.
Una soluzione dovrà essere trovata anche con gli autodemolitori, che da anni sono un riferimento costante. Sono inevitabilmente un paio le scelte: il trasferimento o, dopo aver risanato le zone, riprendere l'attività. Il nodo dei cosiddetti 'sfasci' di viale Palmiro Togliatti, prima o poi, sarà dipanato per una ricerca che da decenni è rimandata. Gli amministratori del Campidoglio hanno anche ribadito che "la bonifica di quella parte del futuro Parco era inserita nella lista delle cento già programmate".
La base operativa, con le ruspe e i camion in azione, è a pochi metri dall'incrocio con viale Palmiro Togliatti in direzione dell'hinterland cittadino nel tratto dove la Casilina è a senso unico. In passato è stata anche una stazione di servizio per la distribuzione dei carburanti. Non è stata resa nota la destinazione dell'immobile, ma sull'intera area potrebbero essere coinvolte anche altre strutture, pubbliche, private e a partecipazione. Di fronte le parallele ferrate del 'trenino', che prima collegava Roma con Fiuggi e Alatri. Linea che via-via è stata accorciata fino a Centocelle anche se da più parti, ormai da tempo, avanzano le sollecitazioni per una riattivazione maggiore allungando il percorso del trasporto pubblico. Non è stato possibile neanche trasferire il capolinea in viale Palmiro Togliatti per facilitare lo scambio dei viaggiatori della linea 'C' della metropolitana. Il 'trenino' delle Laziali è utile per ogni residente sulla Casilina. La metropolitana, infatti, dopo la stazione 'Parco di Centocelle' sposta il tragitto verso 'Mirti', 'Gardenie', 'Teano', 'Malatesta', 'Pigneto', 'Lodi' e 'San Giovanni'. Negli anni periodicamente sono apparse proposte e ipotesi per il futuro della vecchia linea, ma mai concretamente nonostante l'evidente utilità e necessità per questo popoloso quadrante della Città Eterna.

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