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Protocollo d'intesa fra l'ANCI e l'ANBI. Previste collaborazioni per interventi di salvaguardia dei territori di tutta la nostra penisola

Quasi il 17% del territorio della nostra penisola è considerato dagli esperti ad alta pericolosità per frane ed alluvioni. E, nonostante i richiami, gli allarmi e le tragedie, continua l'erosione di coste e terreni agricoli, stimati in 15 ettari al giorno. Un costante deturpamento ambientale aggravato dai cambiamenti climatici e dallo spopolamento delle aree interne del nostro Paese. L'eccessivo consumo del suolo porta inevitabilmente ad una maggiore fragilità idrogeologica in varie zone. Necessari, quindi, interventi per aumentare la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dei territori. Per aumentare la garanzia e migliorare la situazione l'ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e l'ANBI, il riferimento dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa dall'iniziale validità triennale, ma, comunque, rinnovabile.
L'iniziativa è stata illustrata nella capitale, nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio, alla presenza, fra gli altri, dei vertici dell'ANBI e della stessa Camera di Commercio, Francesco Vincenzi e Lorenzo Tagliavanti; del sindaco di Parma Federico Pizzarotti in rappresentanza dell'ANCI; di Giuseppe Blasi del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e di Andrea Alemanni, eletto nell'aula Giulio Cesare del Campidoglio. Vincenzi, da parte sua, ha ricordato come l'ANBI vanta collaborazioni con oltre novecento amministrazioni pubbliche ed enti locali.
L'accordo prevede soluzioni e interventi estesi all'intero territorio nazionale, in modo da coinvolgere le aree dei quasi ottomila comuni italiani. Una decina gli articoli per indicare, fra l'altro, gli obiettivi dell'accordo e la relativa pratica realizzazione, gli impegni dell'ANBI e dell'ANCI e la validità e gli oneri. Il documento ricorda l'opportunità di una riduzione del consumo di suolo, "in particolare per non aggravare le condizioni di criticità dei corpi idrici, naturali ed artificiali, recettori delle acque meteoriche anche mediante l'applicazione dei metodi di drenaggio urbano sostenibile come vasche, stagni, giardini verdi, aree di ritenzione vegetate, trincee filtranti". Importanti i confronti e le collaborazioni con i vari livelli delle istituzioni "per rafforzare le azioni così da affrontare gli estremi eventi, che, sulla base delle previsioni, si manifesteranno nel futuro in maniera sempre più evidente e a intervalli ancora maggiormente ravvicinati, esponendo le popolazioni, i territori, le infrastrutture e, quindi, l'economia e l'occupazione a gravi conseguenze".
142 i consorzi di bonifica ed irrigazione operativi nell'ANBI, che gestiscono 231 mila chilometri di canali; 3 milioni e 500 mila ettari irrigati, sui quali è coltivato l'85% dell'alimento Made in Italy; oltre 900 impianti idrovori; 342 strutture di produzione idroelettrica e 110 per il fotovoltaico.

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